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Divieto di appalto integrato nel nuovo Codice dei Contratti Pubblici.

Il d.lgs. n. 163/2006 prevedeva, all’art. 53, la possibilità di appalto integrato, cioè l’appalto nel quale viene affidata la progettazione esecutiva e l’esecuzione dell’opera.
Diversamente, in nuovo Codice non prevede più la possibilità, per le stazioni appaltanti, di procedere all’indizione di una gara avente ad oggetto un appalto intergrato. Infatti, l’art. 59 del d.lgs. n. 50/2016, espressamente prevede che “gli appalti relativi ai lavori sono affidati, ponendo a base di gara il progetto esecutivo, il cui contenuto, come definito dall'art. 23, comma8, garantisce la rispondenza dell'opera ai requisiti di qualità predeterminati e il rispetto dei tempi e dei costi previsti. E' vietato il ricorso all'affidamento congiunto della progettazione e dell'esecuzione di lavori ad esclusione dei casi di affidamento a contraente generale, finanza di progetto, affidamento in concessione, partenariato pubblico privato, contratto di disponibilità”. Dunque, salvo i limitati casi di eccezione tassativamente previsti, non si potrà più procedere ad una singola gara per l’affidamento della progettazione esecutiva e l’esecuzione, ma sarà necessario svolgere una gara per l’affidamento del progetto esecutivo, ed un’altra gara per l’esecuzione dei lavori.
Alla luce della nuova norma, può facilmente rilevarsi come le imprese operanti nel settore dei lavori pubblici non potranno più avvalersi dei propri progettisti per la redazione del progetto esecutivo, ma sarà riservata ai singoli professionisti la possibilità di partecipazione ai bandi di gara per la progettazione esecutiva dell’opera.
Dott. Giuseppe Acierno