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Il progetto esecutivo deve necessariamente essere corredato della relazione geologica.

A prescindere dall’espresso richiamo compiuto dalla legge di gara, il progetto esecutivo deve necessariamente essere corredato della relazione geologica. In questo senso si è espresso il Consiglio di Stato, sez. V, 21/4/2016, n. 1595. L’obbligo discende espressamente dall’art. 35 D.P.R. n. 207/2010, ai sensi del quale “Il progetto esecutivo prevede almeno le medesime relazioni specialistiche contenute nel progetto definitivo, che illustrino puntualmente le eventuali indagini integrative, le soluzioni adottate e le modifiche rispetto al progetto definitivo”. La norma va letta in combinato disposto con il precedente art. 26, comma 1, lett. a), il quale fa rientrare fra relazioni tecniche che devono accompagnare già il progetto definitivo, anche la relazione geologica.
A questo proposito, i Giudici di Palazzo Spada hanno osservato che “la necessità della relazione geologica anche in sede di progettazione esecutiva resta ferma anche nelle ipotesi in cui – come nel caso in esame – non sussistano differenze di notevole rilievo fra la progettazione definitiva posta a base di gara e quella di livello esecutivo oggetto dell’offerta tecnica”.
Le relazioni specialistiche, ribadisce il Consiglio, costituiscono una parte coessenziale del progetto esecutivo. Ragion per cui, i professionisti che le hanno redatte assumono la qualificazione di progettisti in senso proprio, non potendosi, invece, considerare quali meri collaboratori. Nella stessa scia, pertanto, trova applicazione il divieto di subappalto relativo agli incarichi di progettazione di cui all’art. 91, comma 3, Codice dei contratti (adesso art. 31, comma 8, D. Lgs.vo n. 50/2016).
Di conseguenza, la mancata indicazione del nominativo del geologo nell’offerta integra il difetto di un elemento essenziale non sanabile con l’istituto del soccorso istruttorio: “Al riguardo ci si limita qui ad osservare che la mancata indicazione del nominativo del geologo non rappresentasse una mera irregolarità (pur se essenziale) della domanda di partecipazione, ma concretasse piuttosto il difetto di un elemento essenziale dell’offerta il quale, ai sensi del comma 1-bis dell’articolo 46 del ‘Codice’, non poteva che comportare l’esclusione dell’appellante … dalla gara” .
Avv. Serena Viola