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Il raggruppamento temporaneo di professionisti e i requisiti di capacità economico-finanziaria e tecnico-professionale.

La pronuncia che si porta all’attenzione dei lettori (Tar Liguria, sez. II, 28/02/2017) riguarda l’aggiudicazione definitiva, in favore di un r.t.p. (costituito da due architetti), del servizio di “ispettore di cantiere” nell’ambito di un appalto per la realizzazione di un nuovo ospedale. I ricorrenti (due architetti, anch’essi partecipanti in r.t.p.), posizionatisi al secondo posto, impugnavano il provvedimento di aggiudicazione, affidando il ricorso a tre motivi di censura.
Con il primo motivo (violazione dell’art. 48, co. 4, d. lgs.vo n. 50/16), si contestava che la Commissione di gara aveva aggiudicato l’appalto ad un r.t.p. composto da un soggetto privo dei requisiti di capacità economico-finanziaria e tecnico-professionale necessari per eseguire il relativo servizio (circostanza desunta dall’omessa indicazione da parte del professionista dei pregressi servizi analoghi per opere di edilizia civile, prescritta dalla lex specialis). Con il secondo motivo, i ricorrenti censuravano il provvedimento di aggiudicazione sotto il profilo della violazione dei principi di ragionevolezza e parità di trattamento, per avere la Commissione sopravvalutato l’offerta tecnica del r.t.p. aggiudicatario. Con l’ultimo motivo, infine, si rilevava che la Commissione aveva illegittimamente attribuito ai ricorrenti un punteggio inferiore a quello ad essi spettante, in relazione alle qualità tecniche di adempimento del servizio, alle modalità di interfaccia con la committenza, alle attrezzature ed ai beni strumentali.
Con la sentenza in commento, il Tar Liguria ha ritenuto il ricorso interamente infondato. Quanto al primo motivo, concernente la mancata dichiarazione da parte del professionista dei requisiti di capacità economico-finanziaria e tecnico-professionale prescritti dal disciplinare di gara, il Tribunale adito ha ritenuto preliminarmente necessario delineare il sottostante quadro normativo: “Al tal proposito, il Collegio osserva che, in relazione alle procedure di gara per l’affidamento di servizi a cui partecipino raggruppamenti temporanei di operatori economici, il D. Lgs. n. 50/2016 si limita a prescrivere che l’offerta debba contenere l’indicazione delle specifiche parti del servizio che saranno eseguite dai singoli operatori economici riuniti (art. 48, comma 4). Nessuna prescrizione specifica viene invece dettata in merito alla quota percentuale minima dei requisiti di qualificazione e/o di capacità che deve essere posseduta da ciascun operatore economico che partecipi all'appalto, riunendosi in un raggruppamento temporaneo. Da ciò consegue che il compito di definire i requisiti di idoneità che devono essere posseduti dai componenti del raggruppamento è rimesso alla discrezionalità della stazione appaltante”.
Da tale sintesi normativa emerge che la distribuzione delle quote in ordine al possesso dei requisiti tra mandatario e mandanti è stabilita direttamente dalle stazioni appaltanti nei documenti di gara. I predetti requisiti, peraltro, devono essere posseduti cumulativamente tra mandante e mandatario, fermo restando l’obbligo per quest’ultimo di essere dotato dei requisiti necessari per la partecipazione in misura maggioritaria.
Ulteriore conferma in tal senso si evince dalla Linee guida Anac n. 1 del 14/9/2016, recanti “Indirizzi generali sull’affidamento dei servizi attinenti all’architettura e all’ingegneria”. In particolare, il punto 2.2.3, dedicato ai raggruppamenti e ai consorzi stabili, prevede che: “La distribuzione delle quote tra mandataria e mandanti è stabilita direttamente dalle stazioni appaltanti nei documenti di gara. I requisiti finanziari e tecnici di cui al paragrafo 2.2.2, della presente parte IV, lettere a), b) e d), devono essere posseduti cumulativamente dal raggruppamento. Il bando di gara, la lettera di invito o l’avviso di gara possono prevedere, con opportuna motivazione, ai fini del computo complessivo dei requisiti del raggruppamento, che la mandataria debba possedere una percentuale minima degli stessi requisiti; la restante percentuale deve essere posseduta cumulativamente dal o dai mandanti, ai quali non possono essere richieste percentuali minime di possesso dei requisiti. La mandataria in ogni caso possiede i requisiti necessari per la partecipazione alla gara in misura percentuale superiore rispetto a ciascuna dei mandanti. La mandataria, ove sia in possesso di requisiti superiori alla percentuale prevista dal bando di gara, dalla lettera di invito o dall’avviso di gara, partecipa alla gara per una percentuale di requisiti pari al limite massimo stabilito. Il requisito di cui al paragrafo 2.2.2, lett. c), della presente parte IV, non è frazionabile”.
Nella scia di tale processo argomentativo, il Collegio ha affermato che “la lex di gara non ha previsto, in caso di offerte provenienti da soggetti raggruppati temporaneamente, requisiti minimi in capo ai mandanti, limitandosi ad imporre che, in caso di frazionamento di capacità economico-finanziaria, il mandatario possieda almeno il 50% di quanto richiesto. Risulta dunque conforme alla lex specialis un’ipotesi – come quella occorsa nel caso di specie – in cui sia il solo mandatario ad indicare il possesso del 100% dei requisiti prescritti”.
Quanto alle rimanenti censure (l’assegnazione dei punteggi operata dalla Commissione, la quale avrebbe, da un lato, sopravvalutato l’offerta del r.t.p. aggiudicatario, dall’altro, sottovalutato l’offerta del r.t.p., secondo graduato), il Tar adito ha richiamato i limiti del sindacato giurisdizionale rispetto alla sfera di discrezionalità amministrativa, evidenziando che “siffatti motivi di gravame vertono su valutazioni amministrative espressione dell’esercizio di discrezionalità tecnica che, com’è noto, sfugge al sindacato intrinseco del Giudice amministrativo. La correttezza dell’operato della stazione appaltante può essere dunque scrutinata esclusivamente sotto i profili della logicità della motivazione, della sussistenza di errori di fatto e della completezza istruttoria … Non è per contro sindacabile da questo Collegio la concreta determinazione quantitativa del punteggio specificamente attribuito ai singoli concorrenti, pena l’invasione di uno spazio legislativamente riservato alla scelta della P.A.”.
Dott.. Giuseppe Acierno