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Interventi edilizi di "nuova costruzione": quando è necessario il previo rilascio del titolo abilitativo.

Con una recentissima pronuncia (Cons. Stato, sez. VI, 7/2/17, n. 543) i Giudici di Palazzo Spada hanno fatto chiarezza sulla tipologia di interventi edilizi soggetti al previo rilascio del titolo abilitativo.
Il caso sottoposto all’attenzione del Collegio riguardava il montaggio di tende da sole ancorate su una struttura in legno, realizzata sulle pareti interne di un terrazzo. L’intervento, qualificato dall’Autorità comunale alla stregua di una “nuova costruzione” realizzata in assenza del permesso di costruire ex art. 31 T.U. Edilizia, era divenuto oggetto di un’ordinanza di demolizione. Ai sensi della norma appena richiamata “Sono interventi eseguiti in totale difformità dal permesso di costruire quelli che comportano la realizzazione di un organismo edilizio integralmente diverso per caratteristiche tipologiche, planovolumetriche o di utilizzazione da quello oggetto del permesso stesso, ovvero l'esecuzione di volumi edilizi oltre i limiti indicati nel progetto e tali da costituire un organismo edilizio o parte di esso con specifica rilevanza ed autonomamente utilizzabile”.
In riforma alla sentenza di primo grado (Tar Lazio, sez. I-quater, n. 4351/15), che aveva ritenuto legittima l’ordinanza di demolizione, il Consiglio di Stato ha precisato che, al fine di comprendere se un manufatto costituisca un’opera di edilizia soggetta al previo rilascio del titolo abilitativo, non è dirimente la circostanza che lo stesso sia ancorato al suolo. Nel caso di specie, infatti, l’ancoraggio si rendeva indispensabile per evitare che l’opera, soggetta all’incidenza degli agenti atmosferici, diventasse pericolosa per l’incolumità pubblica e privata.
Il Collegio ha invece precisato che “ l’opera principale non è la struttura di legno in sé, ma la tenda, quale elemento di protezione dal sole e dagli agenti atmosferici, finalizzata ad una migliore fruizione dello spazio esterno dell’unità abitativa. La struttura si qualifica in termini di mero elemento accessorio, necessario al sostegno e all’estensione della tenda. Quest’ultima, integrata alla struttura portante, non vale a configurare una “nuova costruzione”, atteso che essa è in materiale plastico e retrattile, onde non presenta caratteristiche tali da costituire un organismo edilizio rilevante, comportante trasformazione del territorio. Tanto è escluso dalla circostanza che la copertura e la chiusura perimetrale che essa realizza non presentano elementi di fissità, stabilità e permanenza, in ragione del carattere retrattile della tenda; onde, in ragione della inesistenza di uno spazio chiuso stabilmente configurato, non può parlarsi di organismo edilizio connotantesi per la creazione di nuovo volume o superficie. Esclude che si tratti di una “nuova costruzione” anche la tipologia dell’elemento di copertura e di chiusura, il quale è una tenda in materiale plastico, privo pertanto di quelle caratteristiche di consistenza e di rilevanza che possano connotarlo in termini di componenti edilizie di copertura o di tamponatura di una costruzione ”.
Pertanto, non può considerarsi “nuova costruzione” l’intervento edilizio che non presenta i caratteri di fissità, permanenza e stabilità. Le strutture che non creino uno spazio chiuso stabilmente configurato devono ritenersi meri elementi accessori, che non necessitano del previo rilascio del permesso di costruire.
A parere del Collegio, l’intervento di che trattasi non poteva neppure essere ricondotto alla fattispecie della “ristrutturazione edilizia”, disciplinata dall’art. 3, co. 1, lett. d), T.U. Edilizia. Infatti, tale norma richiede pur sempre che le opere realizzate abbiano rilevanza edilizia tale da potere “trasformare l’organismo edilizio”. Caratteristica che non sussisteva nel caso di specie, poiché la struttura in legno non aveva inciso sul fabbricato in muratura in cui era stata collocata.
Dott. Giuseppe Acierno