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La riduzione dei tempi di progettazione e di esecuzione rientrano tra i coefficienti di valutazione quantitativa dell'offerta.

Se il bando di gara prevede che la riduzione dei tempi di progettazione e di esecuzione dei lavori, unitamente al prezzo, sono considerati quali coefficienti degli elementi di valutazione quantitativa, allora, tali elementi non devono essere conosciuti al momento della valutazione discrezionale dell’offerta tecnica.
Questo il principio di diritto con cui il TAR Calabria, Sez. I, 19 luglio 2016, ha risolto una controversia in materia appalti, ove una ditta partecipante a una procedura aperta ha impugnato sia la legge di gara sia l’aggiudicazione definitiva. Le censure della ditta ricorrente, seppure rubricate sotto diversi motivi di illegittimità, si incentravano tutte sulla violazione del principio di segretezza. 
In particolare, una norma del disciplinare di gara relativa all’offerta tecnica sulla progettazione definitiva e la realizzazione dell’intervento, prescriveva l’inclusione nell’offerta di una relazione tecnica ai fini della valutazione della riduzione del tempo di esecuzione, disponendo che la realizzazione medesima doveva illustrare e giustificare la riduzione del tempo di esecuzione tramite un dettagliato programma esecutivo.
La riduzione del tempo, dunque, costituiva elemento di valutazione automatica dell’offerta e, quale parametro di valutazione quantitativa della stessa, era destinato a non essere conosciuto al momento della valutazione discrezionale degli elementi dell’offerta tecnica. Ciononostante, proprio perché previsto dalla lex specialis, le imprese concorrenti avevano provveduto a produrre la relazione tecnica che descriveva il profilo temporale in discorso.
Ecco che il Collegio, confermando un orientamento giurisprudenziale già rassegnatosi sul tema, ha dichiarato l’illegittimità della legge di gara, poiché “se la riduzione dei tempi di progettazione e di esecuzione dei lavori, unitamente al prezzo, sono considerati nel disciplinare quali coefficienti degli elementi di valutazione quantitativa e, quindi, quali elementi di valutazione di carattere automatico, allora, secondo una regola costituente chiaro corollario del principio di segretezza delle offerte, essi non devono essere conosciuti al momento della valutazione discrezionale degli elementi dell’offerta tecnica; nel caso di specie, la riduzione del tempo di esecuzione era prevista, dall’art. 4 del disciplinare di gara per l’offerta tecnica sulla progettazione definitiva e la realizzazione dell’intervento, quale elemento di valutazione automatica dell’offerta, e dunque quale parametro di valutazione quantitativa dell’offerta, destinato a non essere conosciuto al momento della valutazione discrezionale degli elementi dell’offerta tecnica; nonostante ciò, le offerte tecniche presentate da entrambi i controinteressati contenevano indicazioni sul tempo di esecuzione dell’opera; in effetti, tale indicazione appare conforme – come rilevato dalla stessa commissione valutatrice - a quanto richiesto dall’art. 4.1.1. del disciplinare, secondo il quale l’offerta tecnica “dovrà contenere altresì una relazione tecnica (…)da predisporre con riferimento agli elementi (…) d) riduzione del tempo di esecuzione dei lavori (…) in cui siano dettagliati: l’approccio metodologico tecnico-progettuale-esecutivo, con la dimostrazione del rispetto dei fabbisogni e delle esigenze espresse dalla Stazione Appaltante, giustificando, in maniera inequivocabile, la riduzione del tempo di esecuzione tramite un dettagliato programma esecutivo”; deve dunque, ritenersi l’illegittimità dell’art. 4.1.1. del disciplinare, che si comunica conseguentemente a tutti gli altri atti della procedura impugnata”.
Avv. Serena Viola