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Prevenzione incendi: ecco come dovranno essere progettati gli edifici condominiali.

Evitare che cavedi e materiali isolanti del “pacchetto” di facciata possano veicolare l'incendio in ambienti attigui al luogo di innesco. Scongiurare il rischio che pezzi di facciata, nel cadere, possano ostacolare l'esodo di chi scappa dalle fiamme. Questi sono alcuni degli obiettivi che i progettisti non potranno perdere di vista nella realizzazione di nuovi condomini e nel pensare al restyling o all'efficientamento energetico di facciate di edifici esistenti per civile abitazione.

In particolare, per i condomini di altezza antincendio superiore a 24 metri, che siano di nuova costruzione o che siano interessati da estesi interventi di rifacimento delle facciate, stanno per nascere nuove norme il cui obiettivo è portare all'attenzione la sicurezza antincendio degli involucri. Le facciate, che siano curtain wall, o dotate delle più tradizionali finestre, con i loro rivestimenti, cavedi o pareti ventilate, costituiscono un punto sensibile sul fronte della sicurezza antincendio.

L'occasione per obbligare i progettisti a tenere in debita considerazione precisi requisiti per la sicurezza antincendio delle facciate, è data dalla bozza di decreto del Ministero dell'Interno, che va ad integrare il d.m. n. 246 del 16 maggio 1987, ossia il decreto contenente i criteri di sicurezza antincendio da applicare agli edifici di civile abitazione. La bozza di provvedimento, dopo l'ok ricevuto lo scorso 24 aprile dal Comitato centrale tecnico scientifico per la prevenzione incendi (Ccts), è stata completata, ossia all'allegato è stato aggiunto l'articolato. Ed è proprio tra gli articoli della bozza di regolamento (art. 2) che sono stati aggiunti i requisiti a cui devono rispondere le facciate dei condomini, per le quali si impone una progettazione antincendio ben studiata. 

La bozza di d.m., completa di allegato, è stata inviata a Bruxelles per adempiere agli obblighi connessi alla procedura di informazione stabilita dalla direttive 98/34/Ce e 98/48/Ce. Più nel dettaglio, viene verificato che dalle nuove norme non derivino ostacoli alla libera circolazione delle merci. La bozza di d.m. è stata ricevuta dalla Commissione UE lo scorso 22 agosto e vi resterà tre mesi (il periodo di standstill termina il 23 novembre) o sei nel caso dovessero emergere criticità.

Con l'entrata in vigore del nuovo d.m. bisognerà prestare particolare attenzione alla sicurezza antincendio delle facciate nel caso, ad esempio, di lavori volti alla realizzazione di un cappotto termico o di un'intercapedine ventilata. In definitiva, per i condomini di altezza antincendio superiore a 24 metri, di nuova costruzione oppure esistenti ed oggetto di estesi lavori di rifacimento delle facciate, si impone una progettazione antincendio attenta. Per gli edifici esistenti i nuovi obblighi progettuali scattano per interventi che interessino più della metà della superficie dell'intero involucro.

In entrambi i casi (nuova edificazione ed esistente) sono tre i requisiti basilari da considerare.

  1. Evitare che un incendio possa estendersi ad altre parti dell'edificio a causa di fumi e fiamme fuoriuscenti da vani, aperture, cavità e interstizi eventualmente presenti nel “pacchetto” facciata.
  2. Altrettanto importante è scongiurare il rischio che l'incendio possa provocare il distacco di pezzi di facciata, creando problemi all'esodo e mettendo a rischio la vita di occupanti e soccorritori.
  3. Limitare la possibilità che un incendio, sviluppatosi all'esterno dell'edificio, possa estendersi al suo interno è un altro obiettivo da perseguire.

Le nuove regole non si applicheranno ai condomini per i quali, all'entrata in vigore del nuovo decreto, siano stati pianificati o siano in corso lavori di rifacimento delle facciate sulla base di un progetto approvato dal competente Comando dei Vigili del Fuoco. Saranno esclusi anche gli interventi di rifacimento dei prospetti che all'entrata in vigore del regolamento risulteranno già autorizzati dalle competenti autorità.

Avv. Riccardo Rotigliano