MENU ×

Servizi di architettura ed ingegneria: stop agli incarichi gratuiti.

Con una recentissima pronuncia, il TAR Calabria ha accolto il ricorso proposto dagli ordini professionali della provincia di Catanzaro con cui sono state impugnate la determina comunale che approvava una procedura aperta per l’affidamento dell’incarico di redazione del piano strutturale del Comune di Catanzaro, e del relativo regolamento edilizio urbanistico, e la delibera della Giunta comunale con cui si condivideva la possibilità di formulare un bando per incarichi professionali a titolo gratuito.
Le diverse censure articolate dai ricorrenti, fra cui figurava la violazione dei principi di trasparenza, economicità, imparzialità e buon andamento (artt. 35, 95, 83, 93, 97 del d. lgs.vo n. 50/16), attenevano tutte alla medesima doglianza, ossia l’illegittimità del bando di gara nella parte in cui ha previsto la gratuità del contratto di appalto di servizi. Il bando, infatti, stimava il valore della prestazione in “1,00 euro” e definiva l’appalto “a titolo gratuito”.
Accogliendo le argomentazioni dei professionisti, il TAR ha evidenziato che la previsione di gratuità della prestazione di servizi è idonea a manifestare immediatamente la sua attitudine lesiva, incidendo sull’interesse attuale alla partecipazione . La natura essenzialmente onerosa degli appalti di servizi è prevista non solo dalla disciplina civilistica (art. 1665 c.c.), ma anche dalle norme e dai principi che regolano gli appalti pubblici, che sono articolati sul presupposto della causa onerosa del contratto. Tali sono, ad esempio, le norme che riguardano l’individuazione delle soglie di rilevanza europea e dei requisiti di partecipazione con riferimento al fatturato minimo (artt. 5, 35, 83 co. 4 e 95 co. 3, d. lgs.vo n. 50/16); quelle che impongono l’obbligo di prestare la garanzia fideiussoria (art. 93, d. lgs.vo n. 50/16) o che disciplinano il sub-procedimento di verifica dell’anomalia dell’offerta (artt. 95 ss. d. lgs.vo n. 50/16); ovvero, ancora, quelle che stabiliscono il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, il quale può – in determinati casi indicati dall’art. 95, co. 7, del Codice degli appalti – articolarsi su un prezzo o costo fisso, comunque predeterminato.
Con la sentenza n. 2435/16 il TAR Calabria, Sez. I., ha perciò evidenziato che “L’appalto pubblico di servizi rientra, come è noto, nella categoria dei “contratti speciali di diritto privato” connotata da una disciplina, di derivazione europea, derogatoria dei contratti di diritto comune, in ragione degli interessi pubblici sottesi e della natura soggettiva del contraente pubblico, e che trova la sua principale fonte nel cd. Codice di Contratti Pubblici (D Lgs. 50/2016). Non vi è dubbio che, alla stregua di tale normativa speciale, il contratto di appalto sia contraddistinto dalla necessaria “onerosità” e sinallagmaticità delle prestazioni, essendo connotato sia dalla sussistenza di prestazioni a carico di entrambe le parti che dal rapporto di reciproco scambio tra le stesse. E’ sufficiente sul punto richiamare la definizione normativa di cui all’art. 3 co. 1 lett. ii di “appalti pubblici” di cui al D.Lgs. 50/2016 quali contratti a titolo oneroso e stipulati per iscritto; e, quanto alla tipologia dei “servizi di architettura ed ingegneria e altri servizi tecnici” alla definizione rinvenibile nell’art. 3 lett. vvvv come quelli “riservati ad operatori economici esercenti una professione regolamentata ai sensi dell’art. 3 della Direttiva 2005/36/CE”. A tale specifica tipologia di servizi fa inoltre riferimento anche la norma di cui all’art. 95 co. 3 lett. b del D. lgs. 50/2016 che stabilisce come obbligatorio il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, individuata sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo, nell’ipotesi di contratti relativi all’affidamento dei servizi di ingegneria e architettura, e degli altri servizi di natura tecnica ed intellettuale, di importo superiore a 40.000 euro, così confermando la necessità che sia specificato il valore della prestazione richiesta, ovvero che sia previsto come elemento essenziale del contratto il corrispettivo”.
A questo riguardo, peraltro, assumono particolare rilievo le Linee guida nn. 1 e 2 adottate dall’ANAC rispettivamente con delibere del 14 e del 21 settembre 2016. Con le prime, recanti, “Indirizzi generali sull’affidamento dei servizi attinenti all’architettura e all’ingegneria”, si evidenzia l’esigenza che il corrispettivo degli incarichi e servizi di progettazione ex art. 157, d. lgs.vo n. 50/16 sia determinato secondo criteri fissati dal decreto del Ministero della Giustizia 17 giugno 2016, “nel rispetto di quanto previsto dall’art. 9 co. 2 del decreto 24 gennaio 2012 n. 1, convertito con modificazioni dalla Legge 24 marzo 2012 n. 27, così come ulteriormente modificato dall’art. 5 della Legge 134/2012, al fine di garantire anche il controllo da parte dei potenziali concorrenti della congruità della remunerazione”. Con le seconde, riguardanti l’offerta economicamente più vantaggiosa, L’ANAC ha specificato che la valutazione dell’offerta sulla base di un prezzo o costo fisso è ammessa solo entro i limiti rigorosi dell’art. 95 co. 7 del Codice Appalti: ossia nell’ipotesi in cui tale prezzo o costo fisso sia rinvenibile ai sensi di “disposizioni legislative, regolamentari o amministrative relative al prezzo di determinate forniture o alla remunerazione di servizi specifici”, o, in mancanza, valutando con attenzione le modalità di calcolo o di stima di esso. In questo secondo caso resta fermo l’obbligo per la stazione appaltante di rendere chiaro l’iter logico seguito per la determinazione del prezzo fisso ?.
In definitiva, sia per la normativa nazionale sia per quella europea, la predeterminazione del prezzo del servizio oggetto d’appalto è necessaria e funzionale a garantire il principio di qualità della prestazione e della connessa affidabilità dell’operatore economico, anche nell’ipotesi in cui la componente quantitativa della prestazione sia valutata unitamente a quella qualitativa.
Dott. Giuseppe Acierno